Visitando il Museo di Arti Decorative di Praga, sono stata colpita da un’insolita collana nera, e la ricerca di informazioni a riguardo mi ha fatto scoprire un’interessante curiosità storica.
Questi particolari gioielli in ghisa (chiamati in ferro di Berlino) sono nati nei primi anni dell’Ottocento in Prussia. Durante le guerre napoleoniche (1813–1815), il governo prussiano raccolse oro dai cittadini per finanziare la resistenza contro Napoleone. In cambio venivano distribuiti oggetti in ferro, incisi con frasi patriottiche come Gold gab ich für Eisen (“Diedi oro per ferro”). Divennero un simbolo di sacrificio patriottico e presto una moda, indossati da donne dell’aristocrazia e dell’alta borghesia.

Gli artigiani scolpivano i modelli in cera e li usavano per creare stampi di sabbia in cui colare il ferro. Questa tecnica permetteva lavorazioni leggere e traforate, e i motivi decorativi erano precisi e stilizzati: cammei, ghirlande e decorazioni neoclassiche, evolutisi poi verso linee più floreali e influenze gotiche. Il loro colore nero intenso eraottenuto tramite l’ossidazione e l’applicazione di lacche protettive contro la ruggine.
La ghisa è una lega metallica composta principalmente da ferro e carbonio (tra il 2 e il 4%), nata per colata in stampi. A differenza dell’acciaio, non può essere forgiata ma solo fusa, e presenta una struttura dura e fragile al tempo stesso. Utilizzata fin dal Medioevo in Europa, conobbe un boom con la rivoluzione industriale e fu la regina delle fonderie del XIX secolo. Grazie alla sua lavorabilità in colata e alla buona resistenza alla corrosione, la ghisa divenne ideale per oggetti ornamentali, dai balconi alle teiere, fino (sorprendentemente) ai gioielli— piccoli capolavori di metallo povero.
Link per approfondire:
The Curious Charm of Berlin Iron – Gia.edu
Storia della ghisa e della fonderia – Zanardi Academy
Berlin Ironwork Jewellery – The Art of Mourning

